ESERCIZI PROPEDEUTICI ALLA PRATICA DEL QI GONG TAOISTA
FINALIZZATO ALLO SHIATSU

di Maurizio Gandini

Programma realizzato per l’ ASK

Presentazione

Questi esercizi sono stati concepiti dopo anni di studio, ricerca e valutazione della capacità di apprendimento del movimento interno sia nell’ambito amatoriale che professionale, marziale e terapeutico.

Il movimento interno ha una caratteristica, esso si articola lungo un percorso spiraloide, non rettilineo, è determinato dalla forza di gravità e dalla capacità di stare in equilibrio col minor impegno muscolare possibile.

Il movimento a spirale si è rilevato di difficile apprendimento da parte dei soggetti occidentali attraverso gli esercizi classici proposti dai cinesi ( Bozzolo di seta ecc) esercizi che sono volti a sviluppare il movimento a spirale, ma che non sono propedeutici allo stesso.

Lo sviluppo del Qi (Ki) non può non prescindere dal movimento a spirale, in quanto il Qi può aumentare solo nella misura in cui il Jing viene risparmiato, accumulato e trasformato in Qi.

Quindi praticare gli esercizi di Qi Gong senza aver prima armonizzato il movimento corporeo interno non è altro che fare della semplice ginnastica dolce.

Il movimento a spirale è stato quindi scomposto nelle tre componenti principali con tre esercizi specifici, a questi è stato aggiunto un esercizio di base di meditazione dinamica della scuola classica taoista.

HUN YIAN CHANG CHUANG
UP AND DOWN

Commento

Questo esercizio promuove la piccola circolazione celeste ed è la chiave di accesso al movimento interno e alla sua continuità e circolarità, ciò che esternamente appare come un salire e scendere (UP and DOWN) all’interno è un movimento circolare.

Al movimento del cielo posteriore, esterno, che fa il corpo, si associa il movimento interno, di cielo anteriore.

Il movimento esterno si caratterizza con una direzione vettoriale, con un momento di stasi e uno di moto, il movimento interno non ha differenziazione tra stasi e moto perché circolare.

Definire in italiano questo esercizio è poco elegante, quindi si preferisce, per semplicità usare l’inglese.

Gli effetti di questo esercizio sulla struttura osteomiomuscolare sono rilevanti, soprattutto per la colonna vertebrale e il midollo osseo; partendo il movimento dall’alto e dall’esterno, per scendere in basso e risalire all’interno della struttura ossea, esso mette in atto quel processo che i taoisti definiscono lavaggio del midollo spinale.

Traccia per l’esecuzione

In posizione eretta, talloni uniti, punte dei piedi separate su un angolo di 90°.

Concentrarsi su Bai Hui , scendere con l’attenzione sul viso, abbandonare la mandibola lasciando aprire la bocca, rilassare i trapezi, ascoltare il peso delle braccia, ascoltare il peso del tronco sul bacino.
Quando tutta la muscolatura superiore è stata rilasciata, in ordine dall’alto al basso, rilasciare il quadrato dei lombi e lasciar verticalizzare il sacro (non usare gli addominali per questa operazione!)

Flettere le ginocchia e scendere verticalmente lungo l’asse Bai Hui-Hui Yin

Le ginocchia non devono superare la punta dei piedi.

Raggiunta la barriera motoria, fermarsi e ascoltare il respiro, quindi premere a terra per mettere in tensione le ossa delle gambe fino a L5 S1, quindi risalire lentamente.
Ripetere l’esercizio più volte.

Osservazioni

Respirazione naturale e spontanea, porre l’attenzione alla differenza che c’è tra la posizione Down e quella Up in relazione al respiro.
Se si pratica la respirazione addominale cosciente, questo esercizio è vano, quindi insistere sul non controllo del respiro.

E’ consigliabile allenarsi contro lo spigolo di una parete per controllare la verticalità del movimento.
Far eseguire l’esercizio in decubito supino con i piedi appoggiati alla parete, in presenza di forti contratture muscolari posteriori.

Associare un lavoro di coppia per potenziare l’esercizio.
Scopo del lavoro di coppia: ricevere una forza dall’esterno, assorbirla, farla scendere a terra e farla risalire dall’interno e portarla all’esterno, senza ostacolarne il flusso.

Il lavoro di coppia o Twei Shou è un’esercizio estremamente importante per lo shiatzuka, perché sviluppa la capacità di sentire, aderire, seguire, nella non azione: princìpi fondamentali per delle pressioni realmente energetiche.

1° TORSIONE

Commento

Questo esercizio è finalizzato allo sviluppo del movimento spontaneo e al mantenimento dell’asse centrale del corpo.
Riequilibra la muscolatura paravertebrale e abitua a gestire il movimento di tronco e testa in modo meno settoriale.

Evidenzia lo Yin dallo Yang in termini di movimento.

Traccia per l’esecuzione

In piedi, ginocchia leggermente flesse, braccia lungo i fianchi, lievemente scostate dal corpo. Piedi paralleli, separati quanto la larghezza delle spalle.
Iniziare un movimento di rotazione verso dx col bacino, avendo cura di tenere le ginocchia ferme, meglio se spinte all’esterno.
Quando il bacino raggiunge la barriera motoria, continuare il movimento con le spalle, quindi con la testa e infine con il collo.
Stare qualche secondo in posizione, poi rilasciare la muscolatura e far ritotnasre spontaneamente il corpo in posizione frontale, in allineamento fisiologico.Ripetere sul lato sx.
Curare la verticalità dell’asse, non forzare la torsione.
In una seconda fase fare un unico movimento di torsione, senza fare pause tra un segmento e l’altro e associare l’inspirazione alla torsione attiva, con un leggero allungamento della struttura verso l’alto.
Nella fase di ritorno rilassare ed espirare.

Osservazioni

Far rilevare come le braccia si allontanano spontaneamente dal corpo quando ci si volge indietro e le associazioni Yin Yang.
Differenziazione tra alto flessibile, basso radicato. Costante percezione delle “radici” durante tutto il movimento.
Insistere sul blocco delle ginocchia e sulla verticalità dell’asse.

2° BILANCIAMENTO

Commento

Questo esercizio serve a riconoscere i pieni e i vuoti all’interno del corpo, a promuovere il movimento interno e a sentirne la manifestazione esterna nelle mani, sviluppa il concetto di centro; favorisce il rilasciamento dei trapezi.

Posizione Ti Bao Shi (sostenere la palla). Spostare il peso sulla gamba dx, mantenendo l’asse del corpo verticale; rilasciare il trapezio sx.
Tornare al centro, confrontare lo stato di rilassamento del trapezio sx col dx; spostare il peso a sx e rilasciare il trapezio dx; tornare al centro.

Eseguire questo esercizio sui tre livelli, con le mani all’ interno e all’esterno.

Quamdo si è raggiunta la facoltà di rilasciare i trapezi adeguatamente, fare l’esercizio concentrandosi sull’alternarsi dei pieni e vuoti e del movimento interno conseguente.

Osservazioni

Quando il rilasciamento dei trapezi è adeguato, deve essere chiara la seguente percezione: peso sulla gamba dx, mano dx leggera, sx pesante e viceversa.
Insistere sullo spostamento del peso con l’asse centrale verticale. Lavorare allo specchio.. la colonna vertebrale è come l’asta di una bilancia, le spalle rappresentano il bilancere, se l’asta non è verticale la sensazione è falsata.
Enunciare principio dei vasi comunicanti.

3° APRI E CHIUDI

Commento

Questo esercizio è difficile da descrivere a parole, quindi la descrizione che seguirà è forzatamente sommaria.
Lo scopo è quello di aprire e chiudere tutte le articolazioni, con un corretto allineamento articolare, che permetta una libera circolazione energetica.

Traccia per l’esecuzione

L’esercizio consiste nel passare dalla posizione aperta a quella chiusa ai tre livelli di Dan Dian, delordotizzando senza utilizzare la muscolatura addominale, ma con un’adeguato assetto del bacino.

Osservazioni

Portare l’attenzione sugli archi aperti e chiusi di braccia, gambe e colonna: devono essere sempre armonici, nel rispetto della geometria soggettiva.
Importante la relazione tra retta e cerchio.
Insistere sul movimento esterno a spirale delle mani, che finisce ai gomiti, per interiorizzarsi fino ai piedi. L’indice e l’epicondilo radiale sono i punti in cui passa l’asse di rotazione.

Per delordotizzare senza usare gli addominali portare il peso sui talloni e rilasciare il quadrato dei lombi, sedendosi leggermente, con la schiena diritta; le braccia rilassate, aiutano a mantenere l’equilibrio.

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